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[over]view


Lo sguardo d'insieme. Su un gruppo, un genere, un'etichetta.
Altre forme d'arte, quando queste s'incrociano con la musica.


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Unholy Bow [over]view
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Donnabavosa e Sangue Dischi [over]view

La chiacchierata che segue vede per protagonisti due amici accomunati da una sana passione per le opposte arti del suonare e del non-suonare, nonché dalla voglia di dar voce alla propria passione per la musica con due label distinte eppure per molti versi contigue. Nico (aka JDR) e Luca (aka GJHO) sono, insieme e ciascuno per proprio conto, i protagonisti di realtà cui Audiodrome ha sempre dedicato ampio e meritato risalto, dai Laghetto ai Marnero, da Donnabavosa a Sangue Dischi, dall’AntiMTVDay a DUNE e Santa Banana. Insomma, di carne al fuoco ce n’è molta e i due non si sono certo tirati indietro dal sottoporsi a questo serrato interrogatorio, cui hanno saputo apportare anche un pizzico di ironia a sdrammatizzare e rendere più piacevole il percorso. Lasciamo quindi e senza ulteriore indugio la parola ai diretti interessati, con i quali – per inciso - fa sempre enorme piacere incontrarsi e confrontarsi.

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Pippola, etichetta indipendente di musica leggera [over]view

Il manifesto di Pippola Music suonerebbe più o meno così: appeal melodico, ispirazione alla tradizione cantautorale italica “contro-culturale”, progetti pensati per colpire determinati punti dell’anima di chi si trova al confine tra underground e mainstream, non dimenticando la qualità. L'esordio coi leccesi Superpartner riportava in filigrana i segni di quanto appena esposto: al centro di tutto, quindi, “canzoni” da strofa più ritornello, con un piglio quel tantino indie-snob che può essere valore aggiunto o estremo fastidio a seconda di chi ascolta. Si diceva di certa tradizione italica: Nada, Rino Gaetano, Tenco, Milva, Battisti, Bindi. È facile ritrovare cenni e ispirazione a tali artisti in tutto ciò che è stato pubblicato finora. Emblema e successo maggiore di casa Pippola, anche in termini di risonanza commerciale, è stato l’esordio di Brunori SAS, da poco bissato dal successore Vol.2 – Poveri Cristi.

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Only Death Is Real [over]view
"An Illustrated History of Hellhammer and Early Celtic Frost 1981-1985"

Tom Gabriel Fischer

Bazillion Points Books
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Profound Lore [over]view

Nata nel 2004 come hobby di un gruppo di amici, la canadese Profound Lore Records è stata nell’ultimo periodo protagonista di una vera e propria ascesa, tanto più notevole se si considera il periodo di crisi generalizzata e l’abbandono repentino di tanti e ben più blasonati concorrenti. In particolare, Chris Bruni, fondatore e ora solo alla guida dell’etichetta, è riuscito di recente a trasformarla in attività a tempo pieno e sua unica fonte di reddito. Conviene, però, ripercorrere la vicenda sin dall’inizio, per tentare di carpirne il segreto.

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Speciale A Buzz Supreme [over]view

A Buzz Supreme non è una sigla che compare sempre sui dischi che, in qualche modo, hanno avuto a che fare con chi c’è dietro di essa. Chi si occupa della distribuzione, della promozione e dell’organizzazione fondamentale perché i dischi diventino realtà e arrivino tra gli scaffali dei negozi o in quelli virtuali di qualunque sito o shop virtuale della grande rete, non è così conosciuto dagli acquirenti così come anche dagli appassionati. A Buzz Supreme è un esempio davvero importante di chi si occupa di tutto questo e quest’intervista è un modo per approfondire i meccanismi che si celano dietro la “vita” dei dischi dopo la registrazione e un modo per mettere in risalto, senza piaggeria alcuna, il lavoro che Andrea Sbaragli e Fabio Vergani svolgono ormai da tre anni. Ecco la chiacchierata con Andrea.

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Crass Bomb - L'azione diretta nel punk [over]view
DIY
Crass bomb
L'azione diretta nel punk
Agenzia X

L'intero libro è scaricabile in formato pdf da qui.
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Epidemic Records [over]view

La Epidemic Records, attiva dal 2004, è nata per dar voce agli Smashrooms (gruppo in cui milita il fondatore della label, Gab) e, al contempo, supportare in maniera attiva la scena hardcore, intesa come insieme di attitudine e passione, voglia di suonare la musica che si ama e con questa diffondere un messaggio, sia esso espresso con i testi o con l’approccio personale. Perché, se è vero che alla fine i dischi si fanno con la musica, è altrettanto vero che l’hardcore cerca da sempre di andare oltre e di creare un nesso indissolubile con la vita di tutti i giorni. Nascono così le collaborazioni con band quali Affluente, LeTormenta, Lucida Follia, Milizia H.C., solo a citare gli esempi più lampanti di un sentire che va oltre la mera voglia di farsi conoscere e di imitare i propri idoli, compagni di strada che ben esemplificano l’approccio consapevole della label bresciana.

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Donato Epiro [over]view

Donato Epiro, pugliese classe 1981, da queste parti è già passato per via del fatto che suona anche in Balera Metropolitana dei Maisie (2009).

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Frohike Records [over]view

Tra le label impegnate nel traghettare la discografia tradizionale nell'epoca degli mp3 e del P2P si distingue la Frohike, una realtà che ha saputo unire sempre più la volontà di dar voce ad artisti coraggiosi/originali alla cura per il packaging come completamento della musica (e non più solo contenitore della stessa). Un ulteriore passo verso questa nuova concezione di discografia indipendente è stato compiuto con l'inizio del progetto d.i.y., ovvero il riappropriarsi anche della creazione fisica delle confezioni con materiali di recupero/riciclati, così da rendere sempre più il disco un momento artistico unico e agli antipodi del processo industriale.
Sotto un profilo prettamente musicale, la Frohike ha saputo, poi, evolvere il proprio raggio di azione, tanto da allargare sempre più il numero dei generi trattati, passando senza problemi attraverso stili e linguaggi espressivi.
L'insieme di questi fattori ha portato la label a ricoprire una posizione del tutto atipica nell'ambito del panorama attuale, soprattutto per la volontà di sfidare convenzioni e luoghi comuni, nonché le normali regole del mercato discografico, inteso come entità legata alla mera commercializzazione di un prodotto. Incuriositi dalla peculiarità del progetto Frohike, abbiamo deciso di indagare su motivazioni, speranze e paure direttamente con chi ha dato vita e continua a portare avanti una delle label più interessanti attualmente in circolazione. La parola a Simone e Marta.

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Void Of Silence [over]view

Durante gli ultimi anni alcuni gruppi metal hanno trasformato la loro musica in qualcosa di vicino all’ambient.

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Katatonia: Brave Melancholy Days [over]view

1. The Northern Silence. Introduzione
 
Eclettici, coraggiosi, emozionanti.

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At The Soundawn: video-report (1a-6a parte) [over]view

Già in occasione del precedente album (Red Square: We Come In Waves) ci eravamo soffermati sul valore degli italiani At The Soundawn, fautori di un suono tanto contaminato quanto dotato di una forte personalità e di un proprio ben definito trademark.

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Fall Of Efrafa: la trilogia su "Watership Down" [over]view

Appare opportuno, in occasione dell'uscita della versione cd di Inlè (coproduzione targata Denovali, Halo Of Flies, Sound Devastation e Alerta Antifascista), ritornare a parlare in maniera approfondita della formazione inglese, vuoi per l'indiscutibile fascino della musica proposta vuoi perché l'album segna anche l'annunciato addio alle scene di questa interessante realtà.

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Boring Machines [over]view

Smettere di divertirsi, divertendosi.

Boring Machines è una “one man label”: come Wallace Records è Mirko Spino, quest’etichetta è Onga. La cura per le edizioni, sino a partire dall’artwork, è la stessa. La personalità è (quasi sempre) diversa, ma abbonda anche qui, così come il coraggio.

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Denovali Records [over]view

La label

La tedesca Denovali Records (nata nel 2005 per volontà di Timo e Thomas) ha avuto l’indubbio merito di segnare il 2009 sotto vari punti di vista.

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Weirdo Records [over]view

Dodici uscite in grado di spaziare tra generi differenti, senza peraltro perdere di vista alcuni comuni denominatori quali la forte personalità e la voglia di osare delle band coinvolte,  questo il biglietto da visita di una label che già nel nome condensa la propria voglia di andare contro stereotipi e convenzioni. In occasione dell’uscita degli Hungry Like Rakovitz (in cui canta lo stesso Rubens, ideatore della Weirdo), abbiamo deciso di conoscere più da vicino entrambe le realtà e – soprattutto - una persona capace di passare da un lato all’altro del processo creativo nel poco tempo libero concesso dal lavoro. Passione o follia? Andiamo a scoprirlo con una lunga e approfondita chiacchierata che mette a nudo tutte le facce del vivere la musica in prima persona.

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Cursive [over]view

Loser di professione?

Non che Tim Kasher possa aver mai avuto una pensata del genere, ma il suo status di eterno outsider ai bordi dei bordi del “mercato che conta”, sia con i Cursive sia con i Good Life, non è mutato ora, con l’uscita del nuovo disco, né mai muterà rispetto a quando in casa Saddle Creek contendeva a Conor Oberst il ruolo di artista principale dell’etichetta.

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Wallace Records [over]view

Tra i maremoti e le catastrofi di un mercato musicale sempre più asfittico, in cui è dura sopravvivere per chiunque, ci accingiamo a festeggiare il decennale della nascita della Wallace Records. Dieci anni di uscite caratterizzate sempre da una qualità mai meno che buona, che trattasse di artisti di una certa fama o gente all'esordio. Solo l'entusiamo, l'abnegazione e l'onestà del suo creatore e factotum Mirko Spino, sono stati il carburante che non è mai finito e, anzi, ha saputo rinnovarsi costantemente tra modernità e tradizione. Da Bugo ai mille progetti di Xabier Iriondo e alle serie su vinile, dai R.U.N.I. ai Rollerball, dal molto hardcore agli importanti progetti avant, il catalogo Wallace è una miniera degna delle proposte di case discografiche più "famose". Ci accodiamo ai meritatissimi festeggiamenti anche noi, con le recensioni dei nuovi cd in uscita e con la seguente intervista a Mirko.

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Gaznevada [over]view

Bologna, Settembre 1977, Convegno sulla Repressione. Su uno dei vari palchetti improvvisati, mentre il Movimento celebra la sua imminente dissoluzione, accade che una combriccola di anomali “frics” denominatisi Centro D’Urlo Metropolitano si diverta a piazzare una rasoiata fuori programma, così, tanto per vedere l’effetto che fa.

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The Decemberists: Sua Maestà Colin Meloy [over]view

Ok, non è carino nei confronti di qualsiasi gruppo piazzarne sul trono il leader e considerare in tono minore il resto della formazione. Il “problema” è che certi leader lo sono in tutto e per tutto e non semplici fantocci a uso e consumo dell’immagine mediatica. È innegabile come i desideri, le velleità narrative, la cifra stilistica, l’immaginario poetico, l’inglese ricercato e vittoriano, finanche il timbro particolare della voce di Sir Colin siano fondamentali per l’esistenza e la connotazione dei Decemberists. Personalità straripante, abilità da frontman consumato, che altro? Ah, le canzoni le scrive tutte lui.

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Solidarietà al Gruppo Tetris e all'Etnoblog [over]view

Su Trieste e sul suo rapporto con la musica dal vivo ci sarebbe molto da scrivere, ma non è questa la sede.

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Valvolare Records [over]view

Se, da un punto di vista delle opportunità e delle occasioni, il vivere in una grande città o nelle sue immediate vicinanze comporta innumerevoli vantaggi, spesso determina anche una minore spinta all'agire, proprio per l'enorme mole di eventi e realtà da cui si è circondati.

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John Frusciante: spiriti liberi [over]view

Spiriti. Quelli nella sua testa, quelli che gli parlano da quando è “guarito”, quelli che erano i Red Hot Chili Peppers, presi dal successo e dalla consueta - e agghiacciante per quanto si ripeta ciclicamente - parabola di ascesa e caduta dal paradiso. John è quello che ha pagato maggiormente: la sua gioventù messa al servizio delle luci della ribalta e della materialità ancestrale del rock, del funk, delle droghe. Se n’è riempito lo stomaco, il cuore, il cervello, tanto da passare anni chiuso in casa guardando catatonico il televisore in compagnia della sua migliore amica. Da lì, chissà come, è rinato, ferito, provato eppure felice e pronto a risalire sul ring dello show-buisness, con quel Californication che con la sua band ha visto ripiovere incassi da capogiro e tour, fan, MTV… Ma di quel percorso qui poco importa. Questa è la storia della strada solitaria di John, dell’efficacia per una volta del classico “rimedio curativo” della carriera solista, sfogo di già di tanti, ma che in questo caso risulta peculiare e decisamente più interessante di quanto poi intrapreso dal figliol prodigo con i Red Hot.

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Speciale Karyn Crisis solo album [over]view

Karyn Crisis solo album: a work in progress

Karyn è stata la cantante e il simbolo dei Crisis, uno dei gruppi più innovativi in ambito metal negli anni Novanta, nonché autori di album fondamentali per lo sviluppo di una concezione evoluta e contaminata della musica estrema. Dopo un lungo silenzio (l'ultimo lavoro dei Crisis è datato 2004) e un momentaneo distacco dalla scena musicale, ha di recente comunicato l'intenzione di realizzare un album solista e ha chiamato a coadiuvarla due musicisti italiani di cui Audiodrome si è spesso occupato. I due nomi coinvolti sono quelli di Eraldo Bernocchi (Sigillum S, ma anche attivo a fianco di musicisti di fama internazionale come Bill Laswell, Mick Harris, Thomas Fehlman, Zu, Toshinori Kondo e molti altri ancora) e Davide Tiso (Ephel Duath), artisti che con lei condividono una profonda e genuina passione per l'esplorazione di nuove contaminazioni e nuovi orizzonti sonori.  Difficile per noi di Audiodrome restare indifferenti di fronte ad una simile notizia, impossibile non tentare di saperne di più e documentare passo per passo questa nuova avventura che sfocerà nel primo album solista della cantante americana. Per questo, abbiamo deciso di contattare direttamente i musicisti, i quali, oltre a dimostrarsi di una disponibilità assoluta, ci hanno offerto di accompagnarli lungo le fasi di realizzazione dell'album. Siamo pertanto orgogliosi di presentarvi il primo passaggio di questo viaggio all'interno del processo creativo, certi che simili occasioni rappresentino un'opportunità più unica che rara per osservare da vicino il momento in cui le idee si trasformano in note.

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