La voce dei Gerda assomiglia ad un’esplosione, la deflagrazione del dolore, di mille dolori che si urtano a vicenda e nell’entrare in contatto si frazionano e moltiplicano.
Non è certo il silenzio quello che producono nel momento in cui decidono di non parlare, bensì un magma di note che si sovrappongono secondo diagrammi apparentemente caotici, sebbene in realtà di casuale qui ci sia davvero poco: sembra piuttosto di osservare i paesaggi descritti da Lovecraft ne “Le Montagne Della Follia”, costruzioni basate su geometrie non euclidee e dagli angoli impossibili. Non è facile penetrare in questi labirinti in note, sebbene - una volta raggiunta la chiave di lettura - il viaggio si riveli più affascinante che difficoltoso, un percorso che si arrampica su accordi slabbrati, arpeggi dissonanti e violente sfuriate noise, capaci di illustrare sensazioni e sentimenti con certosina precisione. Il problema con lavori come Cosa Dico Quando Non Parlo è che l’ascoltatore non avvezzo si lasci spaventare dall’inusuale linguaggio, che decida di rifugiarsi in lidi ben più familiari, perdendo così una ghiotta occasione d’impossessarsi di un nuovo punto di vista e di una nuova prospettiva per osservare l’animo umano. Potremmo citare i Breach come punto di riferimento, ma per quel che vale anche i Nasum o i Neurosis più devianti, il noise della Grande Mela, il post-core meno accomodante, o con maggiore approssimazione quel magma che si muove ai margini delle scene, che ne stupra i dettami e ne rimodella gli standard. Perché il nuovo album dei Gerda è un lavoro di confine, costruito con gli scarti di lavorazione della canzone come siamo soliti considerarla, una sorta di mostro generato quando si smette di parlare una lingua conosciuta e, appunto, si decide di dire non parlando.
Gruppo: Gerda [
www.degerda.com]
Titolo: Cosa Dico Quando Non Parlo
Label: Donnabavosa
Label: Wallace Records
Label: Sons Of Vesta
Label: Concubine
Label: Shove
Anno: 2007
Voto: 
Tracklist