Nato in Svizzera nel 1979, è un violoncellista il cui curriculum rende approssimativa qualsiasi recensione, trasformandola al massimo in appunti soggettivi: non solo diplomato al conservatorio, non solo perfezionatosi con vari maestri, ma anche laureato in filosofia presso l’Università di Firenze, con una tesi sul tema “musica e formatività”. Il suo esordio si intitola Uno, perché nasce da un unico gesto esecutivo, ovverosia si basa sulla spontaneità emotiva dell’improvvisazione. Zeno suona il violoncello e il violoncello elettrico, inoltre utilizza apparecchiature per mettere in loop determinati suoni con i quali stratificare i suoi pezzi. Se da un lato sembra catturare l’interesse della critica jazz, dall’altro non può non incuriosire chi segue l’ambient. I tredici minuti struggenti e rarefatti di “Tuttoscorre”, infatti, non sembrano nemmeno provenire da uno strumento ad arco, per come tutto è dilatato e irreale, per come con semplicità si riesca a coniugare melodia e qualcosa al limite del drone, tanto che vien da pensare a Brian Eno. Lo straniamento di “Sedicente”, oppure il pulsare cupo di “Seautòn”, paiono confermare la volontà di questo tipo di lavoro sulla propria musica. Anche i rumori e gli strepiti di “Mezzo” e di “Portone”, pur a modo loro, inducono a pensare che Zeno tenda alla creazione di paesaggi sonori più che di composizioni strutturate. Ci sono tracce più accessibili (almeno due delle tre variazioni sul tema, cioè “Chiara” e “Claire”), ma se si prende “Finale”, all’inizio impercettibile eppure disturbante, in seguito distorta eppure maestosa, in alcuni momenti si ha quasi la sensazione che il violoncello sia passato per i nastri di qualche avanguardista dedito alla musica concreta e alla sperimentazione elettronica. Tutto questo, repetita iuvant, senza rinunciare a melodia e sentimento.
Da seguire.
Gruppo: Zeno Gabaglio [
www.zenogabaglio.com]
Titolo: Uno
Label: Pulver Und Asche
Anno: 2007
Voto: 
Tracklist