Poi, in modo inesorabile, arriva una vera e propria esplosione: grezza, sguaiata ed imponente. Appena Slow Speed: Deep Owls “ingrana la marcia”, infatti, si intuisce subito da che cosa la band subisca una pesantissima influenza, ma senza perdere in personalità: la scuola di Chicago, città di origine del gruppo, quella di Steve Albini, che - guarda caso - è presente come (eccellente) produttore del disco.
Basso e batteria e voce: ecco cosa sono i Bear Claw. Se però pensate che - in un contesto post-punk/core di questo tipo - un duo non possa essere abbastanza potente, siete fuori strada. Il gruppo, infatti, riesce a costruire un muro sonoro assolutamente granitico, attraverso trame molto intricate e di non facile assimilazione, ma certo eclettiche ed interessanti, su cui si staglia la voce sempre incisiva di Scott Picco.
Per capire subito il mood generale dell’album, basta ascoltare la doppietta “Short But Sweet” / “Distant Apology”, autentica mazzata nelle gengive, che anche nei momenti più calmi – si fa per dire - riesce a far male come non mai. Shellac, Jesus Lizard e Thumbnails mischiati insieme con una base ritmica ancora più martellante: ecco il suono dei Bear Claw.
Un suono che a tratti riesce a sorprendere molto (“Slippage” su tutte) e che, anche nei momenti meno ispirati, riesce comunque a destare l’interesse dell’ascoltatore. Proprio dovendo rintracciare un difetto in Slow Speed: Deep Owls, forse alcune soluzioni si sarebbero potute esprimere in modo meno prolisso, così da far risultare l’ascolto complessivo più agevole, ma ciò non intacca sensibilmente la qualità di un album che presenta un gruppo assolutamente da scoprire e che trova in “Rudimentary Understanding” un finale da rimanere a bocca aperta.
Gruppo: Bear Claw
Titolo: Slow Speed: Deep Owls
Label: Sickroom
Anno: 2007
Voto: 
Tracklist