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Anfibio Records [over]view

La Anfibio Records rappresenta un ottimo esempio di realtà legata alla musica più dalla passione che non dall’illusione di un’effimera fama o di ancora più effimeri guadagni. Paladina del suono oi! e street-punk, la Anfibio si muove per dare visibilità ad una scena che in Italia sembra avere davvero poche possibilità di farsi conoscere all’esterno. Per sapere come è nata questa avventura e cosa bolle in pentola, abbiamo messo sotto torchio il suo fondatore Christian.


Cominciamo col presentare la Anfibio Records ai lettori, come e quando è nata la voglia di aprire una label?

Christian Bolzoni: Frequentavo da anni la scena oi! e mi sono reso conto della mancanza di etichette specifiche del settore. Così, per colmare il vuoto, ho intrapreso questa avventura.
Anfibio Records nasce nel settembre del 2001 e all’inizio era gestita insieme ad altre persone conosciute all’interno del c.s.a. Dordoni di Cremona come distro e fanza, per diventare in seguito etichetta. Nel corso degli anni, a causa di contrastanti visioni gestionali, sono rimasto da solo al timone della label, anche se mi avvalgo della preziosa collaborazione di alcuni fidati amici per quel che riguarda la veste grafica dei cd, la gestione del sito e quella del banchetto ai concerti. Per me è stato l’avverarsi del classico sogno nel cassetto.

C’è una linea prestabilita nella scelta delle band da produrre? Ci sono dei requisiti o dei limiti per potere uscire per la Anfibio?

Nessuna linea prestabilita a parte il genere proposto dal gruppo che deve essere affine a quello dell’etichetta. Più che requisiti direi voglia di sbattersi e spirito giusto, cioè, in poche parole, la voglia di promuoversi, fare concerti,  insomma darsi da fare e non pretendere che l’etichetta svolga tutto il lavoro, piuttosto una collaborazione concreta che dia risultati ad entrambi.

Esiste una uscita cui ti senti legato in maniera particolare o che ritieni sia stata ingiustamente sottovalutata?

La soddisfazione maggiore è averli prodotti tutti! Nessuno escluso, alcuni lavori erano conferme, altri scommesse che a oggi direi vinte.
Sottovalutata direi di no.

Non è difficile intuire un forte legame con la scena oi! e punk, ma esiste secondo te veramente una scena così come si intendeva negli anni Ottanta?

Dire che Anfibio nel suo piccolo fa parte di questa scena. Credo che attualmente la scena oi! italiana sia in una fase di stallo, ma il futuro sembra molto promettente, visti i numerosi concerti e le iniziative che si svolgono ogni fine settimana. Penso che gli anni Ottanta ci abbiano insegnato tanto, ma molto è cambiato! Alcune cose in meglio altre in peggio, per cui direi di non guardaci indietro e proseguire su una buona strada nel presente.

Quali sono le realtà musicali italiane (band, label, zine...) cui ti senti più legato? Con chi ti piacerebbe collaborare in maniera più stretta e da chi vorresti restare alla larga?

Già collaboro con realtà della mia scena,  band, fanzine, più all’estero che in Italia.
Abbiamo da poco instaurato un bella fratellanza con la Ansaldi Records di Bologna, gestita dal cantante dei Nabat (Steno) e questa cosa ci rende fieri.
Alla larga da quelle etichette oppure band di stampo razzista, fascista e che comunque professano odio in generale.

Pregi e difetti del nostro paese dal punto di vista musicale? Perché da noi continua a trionfare chi spaccia musica usa e getta, mentre chi cerca di portare avanti discorsi più complessi fatica ad ottenere attenzione?

Bella domanda! In Italia, rispetto ad esempio a Germania e Francia, siamo davvero carenti in strutture che possono supportare band per i live, giornali specializzati e altro. Lo vedo molto spesso e per questo sono convinto che i centri sociali siano un patrimonio per la musica italiana, in special modo per il punk. Qui molti gruppi possono esprimersi in totale libertà di pensiero e direi che non è poco!
Come dicevo prima, per una etichetta come la mia è difficile esprimersi e pubblicizzarsi  e di conseguenza ottenere visibilità o attenzione da parte della gente, ma la voglia di farci ascoltare è tanta. Perciò, prendiamo quello che c’è e ci sbattiamo al meglio.

La musica può essere ancora uno strumento politico? Pensi che i testi mantengano sempre un ruolo centrale e riescano ancora a raggiungere l’ascoltatore come una volta?

Direi proprio di si, un gruppo che incide un cd oppure suona live trasmette ancora qualcosa, almeno per me è ancora cosi.

Cosa ne pensi del fenomeno mp3? Quanto incide il fattore download nella vita di una label come la Anfibio?

Anch’io qualche volta mi scarico un brano per sentirmi un gruppo, ma preferisco sempre comprare il cd originale, anzi meglio se è in vinile.  Per ora ti direi  poco e nulla, anche se molti nostri cd sono scaricabili ovunque

E nel modo di vivere la musica da parte dell’ascoltatore? Non credi che la possibilità di scaricare quantità industriali di album possa in qualche modo contribuire ad un approccio più superficiale nei confronti degli stessi?

Chi scarica in questa maniera sicuramente pensa al risparmio economico nello scaricare e non a comprare il cd originale o supportare un etichetta indipendente e i suoi gruppi , ma - come dici tu - l’approccio è superficiale e basato sul solo aspetto economico del risparmio. Io, quando vado in giro per fare i banchetti a molti concerti, cerco l’amicizia e il dialogo con chi acquista un cd: una cosa forse banale per molti, ma molto importante per me, è cercare un legame con chi acquista e chi vende… (amicizia)

Scambi tra label, banchetti ai concerti, mailorder, recensioni, passaparola, in quale ordine metteresti questi mezzi in termine di efficacia per raggiungere gli ascoltatori?

Direi tutti! Sono banale? In primis scambi con altre label, fondamentali per l’esistenza dell’etichetta, poi direi i banchetti, che danno la possibilità di conoscere persone nuove e stringere nuove amicizie, oltre che vendere, poi il resto.

Quali obiettivi si pone una piccola etichetta indipendente come la Anfibio? Che immagine vorresti che passasse attraverso i suoi dischi?

Anfibio nasce come piccola etichetta indipendente per dare voce a qui gruppi oi!/streetpunk, che altrimenti non avrebbero la possibilità di esprimersi, nella produzione di cd e nei live.
La scena indipendente ha bisogno di etichette che credano in questo tipo di lavoro, altrimenti  gireranno sempre i soliti nomi (famosi) e non ci sarà spazio per chi deve emergere. Questo è il messaggio che voglio dare, anche se la scena oi! è molto settaria e chiusa in sé stessa.

Cosa bolle in pentola per il 2008? Prossime mosse?

In pentola bolle sempre molta roba… Abbiamo da poco prodotto il best of dei REAZIONE, qualche coproduzione con altre etichette, come i cd dei VECCHIO SCARPONE e GAVROCHE, due promettenti gruppi italiani, il cd dei GHETTO 84 - storica band bolognese -  e, naturalmente in collaborazione con la Ansaldi Records, ristampe di: NABAT, SKIN E PUNK TNT, FUN. Sul fronte live siamo sempre attivi nell’organizzare e promuovere concerti al centro sociale Dordoni di Cremona, dove proponiamo parecchi gruppi esteri e italiani e molto altro materiale… insomma, non stiamo dormendo.

Grazie mille, ti lascio concludere questa chiacchierata come preferisci.

Ringrazio voi che mi avete offerto la possibilità di pubblicizzarmi con questa intervista. Ricordo a chi fosse interessato a distribuire oppure acquistare i nostri CD, che può mettersi in contatto direttamente con me. Grazie per l’opportunità che mi avete dato.
Ciao!
Voglio, infine, ricordare i nostri indirizzi web e mail:
www.myspace.com/anfibiorec
www.anfibiorecords.com
http://anfibiorecords.wordpress.com
E-MAIL: c.bolzoni@libero.it


::Anfibio Records su Audiodrome::

A cura di: Michele Giorgi [michele.giorgi@audiodrome.it]

Label: Anfibio Records

Data intervista: febbraio 2008
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