Che da queste parti piacciano molto gli Scald è palese, ma il mini cd Fluke è così semplice da raccontare che chi giudicasse di parte questa recensione saprebbe comunque cosa fare.
Fluke è un calcio in bocca alla Chiesa Cattolica che arriva da cinque canzoni punk latu sensu per un totale di solo 17 minuti. Ci sono due collegamenti col precedente Vermiculatus, che invece era prog latu sensu: il primo è una parte ambient/industrial/noise, il secondo è l’immaginario verminoso, un topos scald-iano, questa volta utile a rendere l’idea di un parassita millenario che consuma l’umanità, parola di chi vive a Belfast. Gli Scald non perdono il loro particolare sound marcio e cartavetroso, ma qui, vista l’impostazione del disco, pescano dai loro ascolti più punk e hardcore (sentire “Cocoon”, ma soprattutto “Trematoid”), oltre al thrash, per rendere tutto immediato, furioso e incendiario, con Pete Dempsey che decide di alternare alle solite grida laceranti anche uno stile più profondo e roco. Non è un caso che il miglior pezzo della prima parte duri solo due minuti: “Larva” butta per terra con cinque o sei pugni sul naso e non chiede scusa.
La seconda parte (“Passera”) è interessante per come Paul, il batterista, prenda pezzi delle cinque canzoni punk e li frantumi con l’elettronica, li getti in un contesto mefitico tra noise e prima Cold Meat Industry, inventando una sorta di “ambient grind”, forse superiore a quanto realizzato per Vermiculatus.
Nota di merito per la confezione, che contiene un’ostia con il logo della band. La Messa è finita (per sempre).
Gruppo: Scald [
www.scald.me.uk]
Titolo: Fluke
Label: Midhir Records
Anno: 2007
Voto: 
Tracklist