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EVANGELISTA | Hello, Voyager [re]view

Costellazioni incantate.

Continuano ad accadere meraviglie alla corte della Constellation in Canada e a Montreal, in quell’Hotel2Tango ormai diventato mito. La Constellation è la casa base di Efrim Menuck e dei suoi Silver Mt. Zion, anche in questo caso presenti qui e là, con il loro capo in cabina di missaggio e di registrazione. Hello, Voyager è il debutto del gruppo che ha accompagnato in tour Carla Bozulich (sorta d’incontro tra Patti Smith, Lydia Lunch e PJ Harvey) dopo l’uscita del suo primo album, intitolato proprio Evangelista. Ancora una volta l’anima tormentata dell’ex cantante dei seminali Geraldine Fibbers vomita tutta la rabbia nera che cova in sé e la trasforma in energica potenza. In quest’album, infatti, troviamo - alternate a momenti di quiete - esplosioni di furia che danno vita a un rock blues venato da istinti avant e free. Istinti in verità qui meno presenti che in Evangelista: c’è spazio per una crudezza immediata e infernale, più “canonica”, che ricorda spesso il Nick Cave degli esordi.
“Winds Of St. Anne” e “Smooth Jazz” inaugurano il disco con schegge di blues lavico e lisergico, tra la voce ferma e potente di Carla e riff noise a creare pieni e vuoti nella prima, più una ritmica imponente a devastare tutto nella seconda. Un basso appena distorto apre “Lucky Lucky Luck”, il più “classic rock” tra gli episodi del cd, quasi prelevato da uno qualsiasi dei dischi dei fratelli White. Archi desolati costituiscono la mesta “For The L'il Dudes” e conducono alla  splendida “The Blue Room”, torch song al calor bianco con la Bozulich emotiva come non mai.
Efrim alla chitarra per la sudicia “Truth Is Dark Like Outer Space”, mentre “The Frozen Dress” è quanto più si avvicina all’espressività free del disco precedente. Atmosfera onirica violentata da rumori e litanie ossessive.
“Paper Kitten Claw” è sospesa e - come porcellana - pronta ad andare in frantumi in qualsiasi momento, la title-track lascia invece emergere con chiarezza il Cave di From Her To Eternity: una lunga cavalcata distorta tra fragori, schianti percussivi, scudisciate sonore e le urla o le declamazioni di Carla, per una conclusione che stende e lascia catatonici ed estatici.
Let me be free…


A cura di: Giampaolo Cristofaro [giampaolo.cristofaro@audiodrome.it]

Gruppo: Evangelista [www.carlabozulich.com]
Titolo: Hello, Voyager
Label: Constellation
Distribuzione: Goodfellas [www.goodfellas.it]
Anno: 2008

Voto:
Tracklist

01. Winds Of St. Anne
02. Smooth Jazz
03. Lucky Lucky Luck
04. For The L'il Dudes
05. The Blue Room
06. Truth Is Dark Like Outer Space
07. The Frozen Dress
08. Paper Kitten Claw
09. Hello, Voyager
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