Quando due mondi si scontrano: è bello vedere tre cavalli impazziti come David Chalmin (chitarra), Massimo Pupillo (basso) e Chris Corsano (batteria) entrare in collisione con l'affascinante universo della fantascienza classica, che qui si palesa sotto forma dei gloriosi spettacoli radiofonici NBC anni ’50: una di quelle serie si intitolava proprio Dimension X.
Sin dal suggestivo artwork, che sa tanto di fumetti & Jack Kirby, è evidente la cura profusa per l'intero progetto, e se sulla carta un connubio del genere avrebbe potuto dare adito a qualche perplessità, una volta inserito il disco nel lettore e premuto il tasto play, ogni dubbio viene spazzato via grazie alla weirdissima atmosfera carica di elettricità che si viene a creare. Missione compiuta per i tre viaggiatori del cosmo? Decisamente: l'alchimia tra il pulsante impro-jazz-rock proposto dai musicisti e gli stralci di trasmissioni radiofoniche che sembrano provenire da un altra dimensione è pressoché perfetta. Ed è incredibile come in “Almost Human”, la traccia d'apertura, gli strumenti si avvolgano intorno al tessuto narrativo – i testi originali sono di Robert Bloch – alla stregua di un film musicato, flebili sussurri di piatti e arpeggi soffusi che lasciano spazio a sprazzi di esplosiva improvvisazione, mentre Junior, il robot protagonista, viene progressivamente a conoscenza della malvagità dell’uomo. Nella successiva “The Empire Never Ended” i tre si lanciano in un trascinante jazz-rock mutante, irrobustito da una grassissima linea di basso e non troppo lontano da pesantezze di scuola Load come quelle dei norvegesi Noxagt. “Hello Tomorrow” torna alle atmosfere rarefatte della prima traccia, squarciate nel cuore del brano da una sfuriata schizoide, in cui la chitarra torturata di Chalmin duetta con la batteria di Corsano per vedere chi va più veloce. Un titolo come “The Martian Chronicles” non ha certo bisogno di presentazioni, Ray Bradbury dovrebbe essere fiero di ascoltare questa peculiare interpretazione di uno dei suoi capolavori: i cinguettii di Chalmin, le frustate circolari di Corsano e le corde maltrattate da Pupillo si amalgamano alla perfezione, segno di un affiatamento davvero fuori dal comune. La successiva “Dr.Grimshaw's Sanitarium” parte come una danza tribale per poi lasciarsi sedurre dagli spazi infiniti dell’improvvisazione, mentre elettricità statica, voci di fanciulle in pericolo e di scienziati pazzi interrompono di tanto in tanto la tempesta di meteore sonore, per poi fondersi con essa ed arrivare oltre l’infinito nella traccia che chiude l’album, in cui i tre cosmonauti ricordano dei Talibam! proiettati nello spazio. Un disco assolutamente consigliato: se siete fan di letteratura fantascientifica, aggiungete pure mezzo punto al voto finale.
Gruppo: Dimension X
Titolo: Dimension X
Label: KML Recordings [
www.kmlrecordings.com]
Distribuzione: Goodfellas [
www.goodfellas.it]
Anno: 2008
Voto: 
Tracklist