Hue, Passo Uno, Mark Hamn e Punck, ovverosia modi simili in Italia - pur nelle differenze - di unire field recordings, chitarra acustica e ambient.
Con Piallassa, Adriano Zanni, cioè Punck e la net label ctrl+alt+canc, rende omaggio a Michelangelo Antonioni e a Deserto Rosso, raccogliendo testimonianze sonore (e fotografiche, si veda l’eccellente packaging) direttamente dallo scenario del film, cioè una zona paludosa e salmastra in provincia di Ravenna, subito prima del mare e attraversata da canali (sopra di essi si vedono anche i casoni da pesca della copertina), dove negli anni Sessanta sono state messe su delle industrie chimiche, così come documenta proprio l’inizio sconfortante di Deserto Rosso. Una sola traccia di un’ora e undici, nella quale troviamo assieme soluzioni ambientali, registrazioni più o meno trattate, suoni saturi molto vicini a quelli di Nimh di Giuseppe Verticchio, una placida e rasserenante chitarra acustica che si libera da eventuali filtri, campioni di dialoghi tra Monica Vitti e Richard Harris e tra Monica Vitti e quello che nella finzione è suo figlio. Tutto è posizionato secondo una logica che favorisce un alternarsi di malinconia, senso di vuoto, ma anche di momenti più tesi e disturbanti. Poi un lungo silenzio, infine quasi solo la Piallassa, il mare e una nave, come se il massimo tributo al luogo fosse quello del minimo intervento possibile da parte dell’artista (anche se il non intervento è un’illusione, ma bisognerebbe essere nella testa di Zanni per capire). Un lavoro certamente difficile, anche se non sempre ostico, ma capace di saldare alla perfezione parte sonora, parte visiva e parte concettuale.
Gruppo: Punck
Titolo: Piallassa (red desert chronicles)
Label: Boring Machines [
www.boringmachines.it]
Anno: 2008
Voto: 