Future Awaits sembra proprio fatto apposta per animare tale discussione: prima di tutto si muove proprio nel limbo tra rock e metal e, come se ciò non bastasse, è davvero un gran bel lavoro. Andiamo però anzitutto a presentare gli RC2: si tratta di una band venezuelana formatasi nel 1999 in seguito allo scioglimento dei Radio Clip ed al trasferimento dei membri superstiti in Spagna. Giunti al loro secondo album (più i quattro realizzati con il precedente monicker), gli RC2 aprono le danze con tre brani che avrebbero comodamente potuto trovar posto su “Metropolis: part 2”, con la bella voce di Felix Duque in alcuni momenti pericolosamente vicina ai registri del miglior LaBrie e la precisa sezione ritmica (composta da Eduardo Benatar alla batteria e Pedro Misle al basso) spesso sugli scudi. Proprio quando si pensa di essere al cospetto del classico disco prog-metal (per quanto ben suonato), iniziano le sorprese: “Autumn” riporta alla mente qualcosa dei Queensrÿche, “El Diablo Suelto” è una bella e divertente rivisitazione di un brano tradizionale venezuelano, mentre “Coming Down again” è un ottimo esempio di ballad progressiva. Sono però le due tracce conclusive, entrambe intitolate “Voice Of The Storm”, a presentarsi come apice creativo del cd: la prima parte – interamente strumentale – mette in risalto la chitarra di Eric Baule (che molto deve a David Gilmour), mentre nella seconda i tappeti tastieristici di Rafael Paz creano un brano che non sfigurerebbe in un qualsiasi disco degli IQ.
Alla fin fine che si tratti di rock o di metal poco importa: questo Future Awaits rappresenta una delle più belle sorprese dell’anno.
Gruppo: RC2 [
www.myspace.com/rc2prog]
Titolo: Future Awaits
Label: ProgRock Records [
www.progrockrecords.com]
Anno: 2008
Voto: 
Tracklist