Le soluzioni offerte dal gruppo non sono propriamente innovative, ma il gusto melodico è sempre convincente, con momenti di assoluta eccellenza. Di questi ultimi è esempio il riff finale - di matrice Enslaved - di “Terra Hiberna”: uno di quei riff che sorprende e affascina completamente. L’uso pulito della voce da parte di Jasper v. d. Veen è molto interessante, anche se necessita ancora di affinarsi e migliorare, mentre la performance di Craig Stewart alla batteria pecca a volte di precisione, aspetto su cui difficilmente si può soprassedere e che va curato maggiormente. Ricco di elementi di certo suggestivi, Harvest Of Seasons è un disco che sicuramente non può non interessare chi segue il genere, ma pone all’attenzione una questione piuttosto centrale, quella della personalità. Questo punto non andrebbe confuso con l’innovazione, che è altro. La personalità emerge indipendentemente dall’apporto di innovazione che si mette in campo o meno ed è ciò che permette l’effettiva peculiarità di un lavoro. Tale peculiarità, tranne in alcuni momenti, sembra latitare in Harvest Of Seasons. Occorre esprimere - anche se con moduli espressivi non innovativi - qualcosa di proprio: è questo il punto essenziale. Lo sforzo in questa direzione è palpabile, ma serve concentrare tutte le proprie forze in questo senso. Comunque sia, si tratta senza dubbio di un disco che gli amanti del genere apprezzeranno.
Gruppo: Black Lotus
Titolo: Harvest Of Seasons
Label: Bleak Art Records
Anno: 2008
Voto: 
Tracklist