GARDEN OF AUTUMN | Hymns Of [...] |
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[...] Morning And LibertyDei Garden Of Autumn fa parte Giorgio Grimaldi, uno dei redattori storici di Audiodrome. Abbiamo deciso di recensire ugualmente Hymns Of Morning And Liberty, perché ci è piaciuto e ritenevamo giusto dargli un po' di spazio. Deciderete voi se siamo stati obiettivi: il link al sito della band è qui sotto, tutti possono valutare liberamente.La redazione di Audiodrome Quando gli ultimi, intensi, momenti di “Of Reason”, chiusura di oltre tredici minuti del secondo album (sulla lunghissima distanza!) dei Garden Of Autumn si diffondono nell’aria, si rimane frastornati dalla moltitudine di stimoli che questo disco regala nel corso di cinque composizioni. Passione, coraggio ed ambizione: queste le parole che meglio inquadrano Hymns Of Morning And Liberty, lavoro per molti versi incentrato sul concetto del “superamento” e del “superarsi”. Si superano le stantie barriere tra i generi grazie ad un sound sempre inquieto, che passa con estrema naturalezza da un avantgarde di stampo norvegese a un black vicino a certi Emperor, inglobando, nel corso delle canzoni, parti di ispirazione classica, frangenti à la Ulver o momenti di riflessione vicini a quelli degli Opeth di Still Life. “In The Open”, in apertura, esemplifica al massimo questo concetto: dopo una partenza all’insegna di un raffinatissimo black sinfonico, contraddistinto da arrangiamenti vicini a certi Dimmu Borgir, ci si muove lungo territori propri degli Arcturus (sia quelli de La Masquerade Infernale sia quelli del successivo The Sham Mirrors) per arrivare a una parte di solo piano davvero da brividi, che fa da preludio ad un accorato finale, arricchito dalla presenza di Eugenio Paludi degli Eye 2 8 alla seconda voce. Una canzone che mozza - letteralmente - il fiato, così come la più aggressiva “Theory Of The Rebel”, che è vicina per riffing ed atmosfera ad Anthems To The Welkin’ At Dusk e mette in luce il lato più estremo della band. Un gruppo che, ritornando al discorso originario, ha letteralmente superato se stesso, abbandonando il sound del precedente Stásis (più ancorato ad atmosfere doom) con coraggio e personalità e che ha superato i suoi limiti precedenti a livello di esecuzione: oggi abbiamo una sezione ritmica Pagano e Valeri (che ha abbandonato la band ed è oggi sostituito da Vincenzo Scarpone) coesa e devastante, le chitarre di Petrini e Ciarfella sempre incisive e puntuali e la voce di Grimaldi – sempre perfettamente sorretta dalle sue tastiere - emozionante e teatrale, capace di grande aggressività ed estremamente personale. Questo sforzo creativo è perfettamente sintetizzato – in tutti i sensi! - dal primo vero e proprio singolo dei Garden Of Autumn, “The Discipline Of A Wolf”: poco più di tre minuti nei quali il gruppo riesce ad esprimere gran parte delle sfaccettature del proprio sound con una grazia ed un’eleganza invidiabili. Questo brano ci porta ad un altro tema - quello delle barriere del pensiero - espresso all’interno dei testi: si parte dal superamento del nichilismo con conseguente apertura all’essere (passing through the line of nihilism /the time of lost feeling / every land is the homeland but no path leads home) e si arriva all’esaltazione della ragione nel finale della splendida e già citata “Of Reason” (Now is time to make Reason shine), ragione di chiaro stampo illuministico, ma sempre filtrata attraverso un ottica romantica. Su questo equilibrio/non equilibrio tra le due correnti (che si riflette splendidamente anche sulla musica) si basa il pensiero e l’anima di Hymns Of Morning And Liberty, che, tra omaggi allo spirito del 1789 e riferimenti espliciti ad una figura di confine come Hölderlin, riesce a conquistare e, soprattutto, ad esaltare sin dal primo ascolto, senza mai fare il classico passo più lungo della gamba e riuscendo, nonostante la complessità della propria proposta, a non stancare nemmeno per un istante, a risultare incredibilmente scorrevole e a regalare vivide emozioni. Uno dei migliori dischi avantgarde (in senso ampio) da molti, troppi anni.
Laggiù, sull’orizzonte senza nubi, la meta santa della Libertà fa cenno: là il mio canto si sollevi più solenne, con voi, regali stelle. Johann Christian Friedrich Hölderlin, “Inno Alla Libertà”, 1792
Gruppo: Garden Of Autumn [ www.gardenofautumn.it] Titolo: Hymns Of Morning And Liberty Label: 8 Records Label: Black Desert Records Anno: 2009
Voto: 
Tracklist
01. In The Open
02. Theory Of A Rebel
03. The Discipline Of A Wolf
04. Of Water And Mist
05. Of Reason |
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