Oggi, il musicista è alla guida dei Baliset, un trio che vede in azione al suo fianco due complici di assoluto valore, ovvero Dana Chisholm (basso) e Adam Letourneau (batteria). La musica dei Baliset è un ibrido multiforme capace di passare dai rimandi al migliore metal di scuola Black Dragon (Heir Apparent, Exxplorer, per chi conosce la materia) alle aperture progressive, da partiture vicine a certo sentire class-metal al mood dilatato dei Jane’s Addiction più psichedelici. Il risultato è un’entità indefinibile che sposa mirabilmente l’anima meno rude del metal d’oltreoceano alle passate esperienze di Massi in seno a Kayo Dot e, soprattutto, Maudlin Of The Well, un linguaggio ricco e oltremodo curato, che vede in questa pulsione al preziosismo la sua arma vincente, ma in qualche modo anche un suo limite intrinseco, laddove ne frena l’animo più battagliero (vedi l’impennarsi delle chitarre su “Winterlude”). Sul tutto si spande discretamente l’utilizzo di abbellimenti dal taglio moderno, a impedire che la proposta finisca per rimanere ancorata a un seppur glorioso passato, tanto che risulta davvero difficile collegare questo A Time For Rust a un’epoca ben precisa o a un determinato momento storico. Dopo aver subito l’ondata di formazioni che del metal anni Ottanta riprendevano il lato più becero e stereotipato, con i Baliset ci si trova finalmente di fronte a un suono con le radici ben piantate nel migliore power-metal a stelle e strisce, di cui rappresenta evoluzione al contempo attuale e decontestualizzata. A rischio di ricevere accuse di blasfemia, verrebbe da dire che A Time For Rust suona come Jeff Buckley ospite sul palco degli Iron Maiden ai tempi di The Seventh Son Of The Seventh Son, provare per credere.
Gruppo: Baliset [
www.baliset.net]
Titolo: A Time For Rust
Label: Autoproduzione
Anno: 2009
Voto: 
Tracklist