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EXETER [inter]view

Ci siamo occupati di Grey Noise/White Lies, debutto sulla lunga distanza degli Exeter. Raggiunti via e-mail, J. Michael Parker (cantante/chitarrista),  Cameron Creamer (chitarrista/backing vocals) e Ky Williams (batterista) si sono rivelati particolarmente loquaci oltre che molto consapevoli dei propri obiettivi e dei propri mezzi. La sanno proprio lunga questi texani…


Domanda di presentazione: come, quando e perché avete deciso di formare gli Exeter?


Cameron: Io e Parker ci siamo conosciuti grazie ad un comune amico e abbiamo iniziato a suonare insieme, più che altro spinti dalla passione per i Failure e altre band simili. In seguito abbiamo incontrato Rocky (Rocky Reyna, bassista, ndr) e Ky attraverso annunci apparsi sul The Austin Chronicle, una rivista locale. Direi che è tutto qui. Probabilmente potremmo parlarti anche del ruolo avuto dal destino, ma prenderebbe troppo tempo e troppe analisi scombinate.

Ky: Ho iniziato a suonare con Cam e Mike  dopo aver risposto ad un annuncio per trovare un batterista sul The Austin Chronicle.  Le influenze citate (specialmente Hum e Failure) mi avevano colpito, per cui ci siamo incontrati un paio di volte e mi hanno chiesto di unirmi a loro. A quel punto abbiamo iniziato a cercare un bassista. Nessuno di quelli che provavamo sembrava andar bene, ma la prima volta che Rocky si è presentato ad un'audizione si è subito creata un'intesa e, a quel punto, la band era al completo.

J. Michael: Io e Cam ci conoscevamo da un po' di tempo e mi ha sempre colpito il suo modo di suonare la chitarra. Così, dopo aver lasciato un gruppo hardcore con cui stavo da parecchio, sono  andato a vederlo suonare con la sua band  di allora, mi sembra si chiamassero Matador. Credo che facessero abbastanza schifo, ma Cam mi stese al tappeto, per cui decisi che dovevamo formare una band insieme. Poi siamo stati decisamente fortunati ad incontrare Ky, con un approccio molto simile al nostro e Rocky, che calzava come un guanto. È stato tutto abbastanza facile.

Mi piace introdurvi al lettori di Audiodrome come una “space emo-indie band”. Vi ritrovate in questa definizione? C’è una qualche correlazione tra il tocco spacey della vostra musica e gli sconfinati  paesaggi texani? 

Cameron: Credo che sia una definizione abbastanza valida, sebbene il termine emo mi faccia rabbrividire. Mi ricorda i  ragazzi con l'eyeliner, i jeans stretti e ferite auto-inferte, ma - come si dice - a ciascuno il suo. Questo genere di cose  non fa per me. Poiché il Texas è conosciuto per le sue radici blues-rock, mi è difficile riconoscermi nell'immagine della tipica band texana, ma è nel sangue e non si può nascondere, sia che venga fuori in maniera voluta oppure inconscia. Succede e non credo sia possibile negare che suoneremmo in maniera differente qualora venissimo da un altro Stato o area.

Ky: La definizione mi trova concorde, ma con una premessa: mi resta difficile suddividere la musica in generi. La stessa idea di farlo va a negare ogni originalità che una band  possa avere e la getta in un mucchio con band non necessariamente collegate (dal punto di vista musicale e non). Credo che abbiamo qualcosa di emo, ma non nel senso moderno del termine. Mi ricordo di quando le formazioni emo erano semplicemente delle band punk più lente, con più effetti e una scrittura più progressiva (ad esempio gli  At the Drive-In, i Fugazi, i The Get up Kids, etc.).  Ora che le major ci hanno messo le mani sopra, l'idea è stata snaturata in quello che sappiamo, quindi "emo" è diventata una bestemmia di tre lettere (come non dargli ragione?, ndr). Per quanto riguarda il legame tra il nostro suono e i paesaggi del Texas, non credo ci sia un'altra connessione se non il nostro essere texani e quindi influenzati dal luogo come persone, più che come musicisti.

J. Michael: Mi piace l'idea che il nostro suono richiami alla mente i vasti panorami texani. Non che tutte le nostre canzoni richiamino questo tipo di immagini, ma posso vedere un legame con alcuni nostri brani. Per quanto concerne l'emo, mi piace quello che ha detto Ky: è diventato il figlio bastardo di ciò che era un tempo. A questo punto anche i Green Day possono essere definiti emo.

Grey Noise/White Lies contiene  degli elementi riconducibili a band come Sunny Day Real Estate ed Elliott; inoltre voi provenite dalla stessa città che ha dato i natali a Mineral, Gloria Record e Pop Unknown. Vi piacciono le band che ho citato? Esiste ancora  una scena emo-indie ad Austin?

Cameron: Mi piacciono sia i Sunny Day Real Estate che gli Elliott. I Pop Unknown sono l'unica formazione locale che hai menzionato che conosco.

Ky: I Sunny Day Real Estate sono una delle miei gruppi preferiti  di sempre, hanno cambiato la mia prospettiva sulla musica e il mio modo di scrivere. William Goldsmith (batterista dei Sunny Day Real Estate ) è una delle mie principali influenze come batterista. Non vedo l'ora di vederli di nuovo dal vivo il 7 ottobre. Suoneranno insieme ai The Jealous Sound, un'altra grande formazione emo-indie. Ero solito andarmi a vedere dal vivo Mineral, Gloria Record e Pop Unknown appena trasferito qui ad Austin, ma non conosco bene le loro registrazioni in studio. Al momento la scena emo-indie ad Austin praticamente non esiste, almeno paragonata a quella di una volta. Onestamente preferisco ascoltare gruppi che sanno scrivere buone canzoni, composti da musicisti talentuosi e che suonano con il cuore. Qui è dove l'emo viene confuso come un genere. Ogni musicista dovrebbe essere coinvolto emozionalmente da quello che suona, altrimenti non si può parlare di arte ma  solo di un modo per farsi conoscere. Ironicamente, penso che le formazioni oggi considerate "emo" suonino con meno emozione vera di molte altre band, piuttosto preparano le loro maschere, salgono sul palco e fingono. In qualche modo, la gente c'è cascata.

J. Michael: Mi piacciono molto i Sunny Day Real Estate, ma devo ammettere che ho ascoltato solo uno dei loro album di cui non saprei dirti il nome.  Ho visto i Pop Unknown parecchie volte e fanno un grande spettacolo. 

Ho notato delle differenze significative tra l'ep d’esordio Intra Venus e Grey Noise/White Lies. Lì il sound era più massiccio e psichedelico, qui invece è più vario e dotato di una maggiore vena pop. Come sarà allora il prossimo disco degli Exeter? Virerà definitivamente verso il pop di “Red Dress”, svilupperà le texture ambient appena accennate in “Planet X”, oppure…?

Cameron: Credo che cercheremo di mantenere un certo equilibrio tra le componenti pesanti e leggere, la luce e l’oscurità, tutte parti dello spettro delle emozioni umane. Il nuovo materiale che abbiamo composto non si avventura in una direzione o nell’altra, spero. Tutti gli elementi sono necessari.

Ky: C’è sicuramente una differenza tra i due, ma c’è anche un tema comune. Da quando suoniamo insieme siamo sempre riusciti a scrivere brani senza troppi sforzi. “Evol” (da Intra Venus), ad esempio, si è scritta da sola. L’abbiamo suonata una sola volta (una sorta di jam) e si è praticamente materializzata all’istante. La maggiore differenza di cui posso parlare è che Intra Venus è stato registrato quando ci eravamo formati da poco. Per Grey Noise/White Lies avevamo una maggiore esperienza nel suonare insieme e una maggiore maturità nello scrivere. Di sicuro abbiamo impiegato più tempo a scrivere e sviluppare i brani per Grey Noise/White Lies  che non per l’ep d’esordio. Per quanto riguarda la direzione che intraprenderemo in futuro, stiamo continuando a scrivere canzoni come abbiamo sempre fatto. A volte possiamo uscircene con qualcosa che ricorda   "Widowmaker" o "Sweet And Low" e altre volte con qualcosa di simile a  "Numb" o "Planet X".  Ci concentriamo maggiormente sull’essere sinceri con noi stessi e con la musica, piuttosto che a suonare in una determinata maniera. Al momento abbiamo già tracce sufficienti per un altro ep, se non un intero album. Non potrei dire che abbiamo preso più una direzione o un’altra, ma di sicuro abbiamo incorporato i soliti elementi, cercando di spingere oltre il songwriting grazie a nuove dinamiche, cambi e (a volte) metriche.

J. Michael: Per Grey Noise/White Lies abbiamo cercato di creare il miglior album che  potessimo comporre. Penso che  Intra Venus sia ancora una buona produzione, ma credo anche che siamo maturati negli ultimi anni. Ritengo  ci siano alcuni elementi pop ma è più una questione di come la musica è disegnata nel suo complesso. Tali elementi pop sono stati secondari all’interno del processo complessivo. Per quanto riguarda la contrapposizione tra “Red Dress” e “Planet X”, abbiamo sempre voluto mostrare questa dicotomia tra il nostro lato più pop e quello più ambient. Dipende tutto dall’umore che abbiamo al momento di entrare in sala prove.


Siete soddisfatti del lavoro svolto da Engineer e Pop Up?
 

Cameron: Amiamo sia la Pop Up che la  Engineer e apprezziamo molto il loro aiuto e la loro guida. Abbiamo conosciuto Larry della Pop Up grazie a  Brad Chancellor, batterista degli Orion che ora suona con gli Audiovox e siamo stati fortunati a partecipare all’album tributo ai Failure. Il nostro rapporto con la Pop Up è cresciuto nel corso degli ultimi due anni, così quando Larry ci ha proposto di realizzare l’album non abbiamo dovuto pensarci troppo a lungo, perché c’era già completa fiducia.  È stata poi una sorta di sviluppo naturale - che ci ha reso ancor più eccitati - scoprire che la Engineer era a bordo per aiutarci nell’uscita. Larry e Craig sono due persone fantastiche. Be’, non sono completamente sicuro che siano del tutto umani per cui questa risposta è soggettiva.

Ky: Ciò che ha detto Cameron sul nostro rapporto con la Pop Up e la Engineer è alquanto accurato. Ha funzionato molto bene e non potrei pensare ad uno scenario migliore. Il modo in cui entrambe le label conducono gli affari è il modo in cui, secondo me, va fatto. Amano la nostra musica e fanno ciò che fanno con un solo scopo: l’amore per la buona musica. Ci hanno veramente aiutati a far conoscere il nostro nome. Io e Craig (Engineer) ci scriviamo e-mail con frequenza e abbiamo praticamente gli stessi gusti musicali, oltre ad essere entrambi designer.

J. Michael: Credo che Cam e Ky abbiano già detto tutto. Larry e Craig sono persone fantastiche e non posso ringraziarli abbastanza per aver creduto nella nostra musica ed in quello che facciamo come band.

Che fareste se una major vi contattasse e decidesse di mettervi sotto contratto?

Cameron: Dovremmo fare un po’ di ricerca interiore, credo, ma siamo felici di dove siamo ora. Una major non è qualcosa di cui subisco il fascino. Le major, o perlomeno il loro modello di affari, sembrano andare scomparendo. Sono i nuovi Neanderthal.

Ky: Ad essere sincero, non ci ho mai pensato sopra. Sono davvero felice con la Pop Up e la Engineer. Credo che i giorni in cui le major facevano la differenza sono finiti. Oggi i costi per registrare un album sono (o possono essere) minimi. Mi ritengo di mente aperta per cui la prenderei in considerazione, ma non mi piace parlare di una decisione senza avere prima tutti i dati in mano. Quindi sì, la considererei, ma prenderei una decisione ponderata invece di gettarmici a capo fitto. Allo stato dei fatti attuale, non c’è nulla che una major possa fare che non possa realizzare per te anche una label indipendente. 

J. Michael: Per ora siamo in team con la Pop-Up e la Engineer.  Le cose stanno andando alla grande e nessun discorso riguardante le  major è ancora venuto fuori.

Quale è il vostro background di ascolti? Ci sono nuove band che volete segnalare ai lettori di Audiodrome?

Cameron: Personalmente sono passato attraverso fasi grunge, metal, classic rock, fino ai miei gusti attuali, ovvero la musica che semplicemente mi piace senza pensare ad etichettarla con generi o sotto-generi. Le prime cassette che mi hanno influenzato e a cui riesco a pensare sono Music For The Masses dei Depeche Mode e Ten dei Pearl Jam, ma è stato Fantastic Planet dei Failure che ha allargato il mio spettro e ha portato un nuovo modo con cui guardare alla musica e al songwriting in generale. Mi piace molto promuovere nuove band che gli altri potrebbero non aver ancora ascoltato, quindi eccoti una breve lista:
Magnet School (www.myspace.com/themagnetschool), A Revolution of Kings (www.myspace.com/arevolutionofkings), Dead Twins (www.myspace.com/deadtwins) Motel Aviv (www.myspace.com/motelaviv), Stereo is a Lie (www.myspace.com/stereoisalie), Audiovox (www.myspace.com/audiovox), Saboteur (www.myspace.com/saboteur), Solare (www.myspace.com/solare), The Boxing Lesson (www.myspace.com/theboxinglesson). Questa lista potrebbe diventare davvero lunga, per cui fermiamoci qui.

Ky: Potrei andare avanti per giorni e non sarebbe ancora completa. Hum, Radiohead, Sunny Day Real Estate, Cave In, Thrice, Superdrag, My Bloody Valentine, Shiner, Tool, The Beatles...  Per quanto riguarda le cose nuove, sto ascoltando molto Appleseed Cast, Caspian, Junius, Pinback, Minus the Bear e Giant Drag. Mi sembra di aver sempre lasciato fuori moltissimi nomi, per cui mi fermo qui.

J. Michael: Ci sono almeno tre formazioni texane che la gente dovrebbe conoscere: A Revolution Of Kings, Magnet School and Dead Twins. Date loro un ascolto e le amerete. Personalmente sto ascoltando il nuovo Mastodon, alcune vecchie cose dei Longwave, TV On The Radio e Life And Times. Helmet, Failure e Shiner sono sempre in playlist.

Prendetela come una critica perché lo è: ho trovato troppo calligrafica la vostra versione di “Smoking Umbrellas” dei già citati Failure, presente sulla compilation tributo The Nurse Who Loved Me. È stata una scelta intenzionale?

Cameron: L’imitazione è spesso considerata la più alta forma di lusinga, in più credo fossimo tutti consapevoli che l’originale non sarebbe mai stato superato. Per questo particolare brano, secondo me,  tentare di cambiare l’originale avrebbe rappresentato una mancanza di rispetto, il che non era la nostra intenzione. Posso dire onestamente che nessuna delle cover presenti sul tributo supera gli originali. Benché la cover di “Another Space Song” degli Orion si avvicina alla bontà dell’originale più di quanto si possa sperare e “Saturday Savior” degli Evangelos sia differente ma davvero ben fatta.

Ky: Come ha detto Cam, l’originale mi sembra così buono che c’era poco da elaborare. Per cambiare la canzone avremmo dovuto stravolgere drasticamente il nostro stesso suono, per cui abbiamo preso il brano e lo abbiamo suonato come normalmente faremmo come band, che in pratica è ciò che avrebbero fatto gli stessi Failure. 

J. Michael: Per “Smoking Umbrellas” tutto gira intorno ai dettagli. La nostra versione è vicina, molto vicina, ma l’abbiamo resa un po’ più rock e vi abbiamo aggiunto un briciolo del nostro stile. Era più che altro un omaggio ai Failure.

Avremo modo di vedervi on stage in Europa e nel nostro Paese prossimamente?

Cameron: Vorremmo tutti suonare oltreoceano e spero che un giorno accada. Per ora ci stiamo concentrando su concerti locali suonando quanto più possibile. Al momento non abbiamo un progetto a breve scadenza per suonare in Europa, ma spero ciò possa cambiare.

Ky: Adorerei suonare in Europa. Non sono mai uscito dagli States, quindi  potrebbe rappresentare un’esperienza in grado di cambiarmi la vita. Sono sicuro che un giorno ci si presenterà la possibilità di farlo. Specialmente ora che stiamo con la Engineer e David (della Engineer UK) sta lavorando duro per noi, credo che la cosa potrebbe evolversi in un tour europeo. Per ora stiamo preparando un tour negli USA.

J. Michael: Trovaci un posto per suonare e un divano per dormire e arriveremo. Ah, anche un biglietto aereo, per favore.

Ultima domanda. Seguite la politica americana? Cosa pensate della Presidenza Obama? Ritenete che egli apporterà dei cambiamenti radicali  rispetto ai disastrosi anni della presidenza Bush?

Cameron: I politici mi fanno venire la nausea e, per me, il cambiamento deve venire dalla gente, non dagli eletti. I principali attori hanno perso il contatto con chi li ha eletti. Questo è il problema principale di come  le cose sono gestite oggi, ma la popolazione americana non sembra curarsene troppo. Credo che la situazione dovrà peggiorare ancora parecchio prima che avvenga un vero cambiamento. Tutti noi siamo felici di avere un rappresentante differente, ma non credo che il sistema subirà un vero cambiamento. Perché sono sempre e solo la destra e la sinistra ad essere ascoltate? Magari fosse così semplice.

Ky: Mi interesso di politica, ma è meglio che non mi facciate iniziare. Mi piace tenere la cosa separata dalla musica che suono. Ascolto formazioni politicizzate (NOFX, Bad Religion, Dead Kennedys, Bad Brains, Rage Against The Machine, Refused, etc.), ma preferisco suonare musica per il piacere della musica, piuttosto che usarla per inculcare le mie idee agli altri. Preferisco tenere la musica ad un livello meramente artistico.

J. Michael: Parlo solo per me stesso, ma rispetto profondamente Obama e credo che abbia molto da offrire come presidente. Riuscirà a realizzare tutto ciò che si è proposto durate il suo mandato? Spero proprio di sì.

::Exeter su Audiodrome::

A cura di: Marcello Semeraro [marcello.semeraro@audiodrome.it]

Gruppo: Exeter

Data intervista: ottobre 2009
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