
La formazione della band risale al lontano '98, e solo due dei componenti originali ne fanno tuttora parte. Che cosa mancava ai vostri vecchi compagni d'avventura e, soprattutto, quali obiettivi (musicali) vi eravate posti all'inizio di questa esperienza?
Dave (voce, chitarra): Alcuni hanno scoperto che la loro strada portava verso altri territori musicali, altri che portava lontano dalla musica, altri hanno agito in maniera scorretta all’interno del gruppo e basta. Il motivo di queste divergenze così ricorrenti sta nella determinazione mia e di Manuel (batteria), i due elementi superstiti: determinazione nel voler costruire qualcosa che portasse un’orma ben distinguibile dalle altre sul sentiero musicale, usando i generi del metal come partenza e non come punto d’approdo.
In Tenebra arriva a distanza di ben quattro anni dalla vostra precedente (auto)produzione. Che cosa è successo nel frattempo?
In realtà, In Tenebra è stato registrato e portato alla gente come demo verso la fine del 2005; nei tre anni dal Promo 2002 abbiamo atteso responsi critici e discografici, suonato un bel po’, perso una chitarra e un basso, li abbiamo ritrovati (e migliori). Nei sotterranei dei gruppi accadono queste piccole-grandi cose quotidiane che portano via mesi e mesi di lavoro… aggiungi che l’attesa di una registrazione dipende anche dalla situazione economica di una band…
Un particolare dell'album che non può passare inosservato è la molteplicità di stili ed influenze in esso riscontrabili. Da quali idee siete partiti ed in che modo è venuto a crearsi lo "stile Aleph"?
Suonando e ascoltando molta musica, dentro e fuori dal metal, arrivando ad essere perfino spietati con noi stessi: negli anni abbiamo eliminato o riarrangiato canzoni certamente valide ma che non "suonavano bene", ovvero non suonavano come le desideravamo, non suonavano, come scrivi tu, totalmente "Aleph".
Il ritmo incalzante di "Mother Of All Nightmares" va spesso ad incastonarsi all'interno di parti thrash o black (richiamate soprattutto dall'utilizzo delle tastiere).
Come è nato questo pezzo e di cosa tratta il suo testo?
Vi è un legame con le altre tracce del disco?
La musica l’ho composta io e la band è stata fondamentale a farla suonare così come la senti: è un viaggio tortuoso con vari umori che si susseguono senza respiro, perché, a farla breve, rifletteva un momento per me molto sofferto e complesso. Il testo è di Manuel ed è una riflessione sulla falsità del concetto di amore fraterno e di chi, come le religioni organizzate, lo dogmatizza trascurando completamente le meschinità e le bassezze degli individui. Questo filo concettuale lega gli altri due testi scritti da Manuel, "The Fallen" e "Unfaithful".
Dovendo trovare il famoso pelo nell'uovo, a mio parere In Tenebra soffre di un'esagerata omogeneità. C'è qualche aspetto legato alla produzione del disco che non vi soddisfa completamente, o credete invece di essere riusciti a creare proprio quello che volevate?
Non sono d’accordo con te: il disco e le canzoni si muovono di volta in volta verso spazi e atmosfere in mutamento dove serve (come in "Mother"), e vi si soffermano dove necessario, come in "Fallen" e "Depths"; inoltre, non dimenticare che In Tenebra nasce come demo… abbiamo raggiunto il sound che volevamo e che ci era permesso dalla situazione contingente. Anzi, penso che troppo tempo per decidere, a volte, faccia perdere di vista un obiettivo così delicato e difficile da "palpare", come il sound di canzoni così lunghe e complesse: secondo me, quel suono così ruvido e diretto che senti suona più vario e "vero" di tante nuove produzioni superpompate per nascondere il "niente" delle proposte musicali.
Chi è stato ad ideare il concept dalla bella cover del disco e chi se ne è occupato? Rispecchia quello che avevate in mente di realizzare oppure non date molta importanza a questo aspetto della musica?
L’idea di partenza è stata mia, poi, come sempre, gli altri elementi del gruppo e il nostro grafico di fiducia, Marco Licata (www.marcolicata.com) hanno integrato la visione originaria del passaggio dalla luce alla tenebra del titolo. Il risultato è quello che volevamo, sia per quanto riguarda i contenuti che l’atmosfera: l’artwork è fondamentale perché completa, o meglio, fa da introduzione alla musica che è lì dentro in attesa di essere ascoltata.
Mi ha particolarmente colpito la versione di "The Fallen" aggiunta come bonus track alla fine del CD. Credete che in futuro l'utilizzo dell'italiano possa ricoprire un ruolo più importante nella vostra musica?
Sì. E’ una lingua molto espressiva, anche se credo che sia l’inglese quella che meglio si addice all’heavy metal, soprattutto per un fattore storico di provenienza e cultura. "Fallen" è un recitato, aspetto molto importante nel comprendere il motivo della nostra scelta, è un’eccezione nel nostro stile, un’eccezione che la valorizza.
Non vorreste che il vostro nome fosse mai accostato a... quali band e/o concetti?
In questi anni, sulle recensioni ho letto di tutto…ho capito che non è così importante…alla fine, una buona musica sa imporsi da sé.
Sono passati ormai quasi due anni dalla vostra esibizione di supporto ai famosi Necrodeath. Quale ricordo avete di quell'esperienza? Pensate che possano continuare coerentemente nonostante l'abbandono di Claudio?
Un concerto buono (il secondo, al Sun Valley di Trento) e un altro meno buono (all’Ossario di Martinengo, Bg). Loro sono persone tranquille a parte Flegias che è matto. Senza Claudio…dipende se vorranno cambiare volto o semplicemente sostituirlo con un chitarrista che suoni uguale a lui, non ne farei una questione di coerenza.
Raramente avete avuto la possibilità di suonare al di fuori della Lombardia. Avendone la possibilità, con quali band underground italiane vi farebbe piacere poter suonare insieme e perché?
Sono un poco disinformato sull’underground nazionale… non è che dalle nostre parti siano venute a suonare molte band provenienti dal resto della nazione…
Prima di accasarvi presso Fuel Records, quante proposte di contratto avete ricevuto, e cosa vi ha spinti a preferire l'etichetta italiana?
La Fuel ha fatto l’unica proposta onesta: altrove avremmo dovuto pagare o implorare per una distribuzione decente. Qui invece abbiamo l’opportunità di crescere con il nostro passo, senza promesse incredibili ma con la prospettiva di una crescita graduale e un serio lavoro di promozione.
Alcuni vostri pezzi sono stati inseriti in compilation, ma non recentemente. Come mai? È una vostra scelta, oppure, più semplicemente, non vi è stata data la possibilità di contribuire alla realizzazione di altri CD simili? La vostra compilation ideale, quali gruppi dovrebbe proporre (oltre al vostro, naturalmente)?
Abbiamo avuto queste opportunità e le abbiamo sfruttate con la speranza di acquisire visibilità, ma sono stati episodi neanche troppo ben riusciti: ascolta la qualità media dei pezzi e poi dimmi. L’unica partecipazione degna di nota è quella con "The Fallen" in un cd di "Rock Hard".
Compilation personale: Celtic Frost, Opeth, Megadeth, Van Der Graaf Generator, Porcupine Tree, Bruce Springsteen, Anekdoten, Reine Fiske, King Crimson, Skyclad, Pentagram, Mercyful Fate, Obituary… potremmo fare un’intervista a parte solo per questa domanda.
Non avendo mai avuto l'opportunità di ascoltare i vostri due precedenti lavori "Falx Lunae" e "Promo 2002", vorrei sapere da quale punto di vista credete di esservi evoluti maggiormente durante questi anni.
Sappiamo dare più spinta ai brani senza che la loro complessità ne risenta, abbiamo in genere un’idea più chiara di quello che vogliamo ottenere, sia dal punto di vista della musica che del suono, e posso dire che questo è vero anche dal punto di vista individuale. Insomma, nell’eterogeneità della proposta siamo riusciti ad trovare e annodare i fili invisibili che percorrono la nostra ispirazione.
Siete fanatici degli strumenti e vi fermate davanti ad ogni vetrina del genere, oppure vi basta fare casino? Insomma, quante speranze di guarigione dalla musica avete?
Pura sindrome di Stendhal davanti a una bella chitarra!
Che cosa vi evocano queste parole? In che modo le commentereste?
Notte
Elemento naturale, silenzio e verità dell’ombra.
Miti e leggende
Fascino senza tempo.
Celtic Frost
Beh, ci hai beccati…innovatori dal sangue caldo.
La finanziaria
Labirinto.
Progressive Rock
(anni ’70) Amore per l’immaginazione al potere/confusione in brani che non si capisce un accidenti, a volte…
Se doveste farmi una domanda, quale sarebbe?
È forse la tua prima intervista?
Ora vi svelo un segreto: questa è la mia prima intervista!Come sono andato?
Niente male, amigo: fai delle buone domande, io spero di aver risposto adeguatamente! Non farmi sfigurare, eh…
Siccome ho l'acqua della pasta che sta per bollire, vi chiedo di salutare (velocemente) i lettori di Audiodrome e vi ringrazio per la vostra disponibilità.
Io ringrazio te e saluto i lettori di Audiodrome, a presto!
Gruppo: Aleph [
www.alephmetal.org]
Intervistato: Dave
Data intervista: 13/12/2006