La Georgia si va sempre più affermando come uno dei punti cardinali della scena post-metal made in U.S.A. Tra le nuove realtà provenienti dallo Stato (e in particolare da Savannah) spiccano i Black Tusk, autori di un potente mix di thrash, hardcore e sludge, ora approdati alla corte della Relapse per la quale è uscito il nuovo album Taste The Sin. Consigliati a chi si sente orfano dei Mastodon più aggressivi e non ha mai digerito troppo l’approccio sopra le righe dei Baroness.
Terza recensione del 2010 riguardante Pietro Riparbelli, attivo sia nel mondo delle arti visive, con installazioni e video, sia nell’ambito della musica sperimentale.
Seconda recensione del 2010 riguardante Pietro Riparbelli, artista multidisciplinare toscano e curatore dell’etichetta Radical Matters, che utilizza le onde corte come punto di partenza per i propri dischi ambient.
Nel contesto di una scena post-metal nella quale ci si dibatte tra irruenza thrash/death e pesantezza sludge/doom, nonché tra approccio in your face di matrice hardcore e strutture che strizzano l’occhio al prog, i Black Tusk di Savannah rappresentano probabilmente uno degli esempi più onesti e meglio bilanciati.